Il saluto del nostro Vani!

Come molti di voi sapranno il nostro capitano del team di League of Legends, Pasquale “Vaniiali” Colacino, diversi giorni fa, ha annunciato il suo ritiro dalla scena competitiva.
Per noi è stato un duro colpo, perdere uno dei player cardine del nostro team, ma siamo consci che le motivazioni che hanno spinto Pasquale a prendere questa decisione, sono più che giuste. Per omaggiare la sua professionalità e il suo impegno, nel conseguire gli ottimi risultati in questi anni, lo abbiamo intervistato.

• Ciao Vaniiali, raccontaci di più su di te, come hai iniziato a giocare League of Legends?
Ho iniziato a giocare a LoL attraverso un passaparola nella mia vecchia gilda di WoW sul server Crushridge 6 anni fa. Leggevo in continuazione “LoL” senza che fosse utilizzato come risata e mi sono interessato a capire cosa fosse. Inutile dire che ne sono rimasto stregato e ancora adesso sento che è ancora amore come la prima volta.

• Cosa ti ha spinto a iniziare nel campo competitivo? Quando hai capito che potevi provarci?
Ho sempre amato il confrontarmi con altri playerv, e anche per un fattore personale, mostrare alla gente che valgo qualcosa (League of Legends parlando). Ho capito che potevo provarci nel momento in cui mi sono detto tra me e me che era arrivato il momento di portare il gioco ad un nuovo livello. La dove la sola abilità singola non è abbastanza ma anzi bisogna collaborare per arrivare a compiere imprese più grandi.

• Il tuo ultimo team è stato iDomina, come ti sei trovato qui?
Con gli iDomina mi sono trovato molto bene, specialmente perché sono stato circondato da uno staff sempre presente per ogni singola evenienza e per la presenza di teammates che condividevano la mia stessa passione, voglia di fare e anche umorismo. Colgo ancora l’occasione per ringraziare questa grande associazione per tutte le possibilità che mi ha dato e per cui sarò sempre grato.

• Quali sono i tuoi ricordi più belli?
I miei ricordi più belli sono ovviamente le Lan, dove nonostante le sconfitte si tornava più agguerriti e vogliosi di rimettersi in carreggiata e far vedere a tutti che se anche siamo gli underdogs, non siamo persone che mollano così facilmente.

• Il tuo annuncio ha lasciato i fan un po giù, in futuro pensi di tornare a giocare o fare stream?
Spero vivamente in un futuro di poter tornare a giocare competitivamente, poiché mi è sempre stato detto di inseguire i miei sogni e di non lasciarmi affliggere dai primi ostacoli ma anzi perseverare. Sono molto incerto che questa cosa possa funzionare però, poiché il livello italiano non è dei più alti (anche se in crescita), i soldi disponibili per tornei e associazioni è molto basso (molto spesso le associazioni si ritrovano ad andare in negativo pur di mandare i player alle LAN). Di conseguenza senza uno stipendio minimo non vedo modo di poter far diventare League of Legends un lavoro. E poi, detto chiaramente, perché un team dovrebbe pagare un player come me quando ci sono altri 4348834 player con una mentalità e meccaniche migliori in cerca di team?

• Ed ora cosa farai? Quali sono i tuoi progetti futuri?
I miei progetti futuri sono quelli di, se possibile, trovarmi un lavoro part time che mi permetta di continuare a coltivare questa mia passione affiancandomi ad una associazione che capisca le situazioni come la mia. Ma essendo realisti credo che sia una realtà ancora molto lontana.

• Parliamo un po’ del competitivo, ormai sei libero. Raccontaci di più su come hai vissuto questa esperienza in questi anni.
L’esperienza del competitive l’ho vissuta serenamente, non nego di aver pianto più volte davanti allo schermo per frustrazioni dovuto a perdite di partite importanti o per delusioni. Ma è questo anche il bello, poiché in quello che si ama c’è sempre la doppia faccia della medaglia, è impari ad apprezzarne entrambe le parti. E stata un’esperienza che farei e rifarei altre 500000 volte se potessi.

• Qual’è il tuo dream team italiano? E secondo te c’è un team che riuscirà a fare quanto fatto dai Forge in Europa?
Il dream team che vedo è il mio, non nego di essere rimasto affascinato dal progetto Forge e di averci fatto più e più volte pensieri sopra, ma alla fine dopo Roma (finale Lega Prima) ho notato che il dream team che ho sempre voluto era il mio. Siamo riusciti a mettere alle strette i famosi titani dei Forge che erano pure accompagnati da player di esperienza come Vanez, quindi credo che con molta dedizione qualsiasi team possa arrivare ad una realtà concreta come la loro. Senza togliere ovviamente nulla ai Forge, che continuo a stimare e considerare grandi nemici sul capo, e amici fuori.
Sono sicuro che ci saranno team italiani che arriveranno a competere alle Challenger Series quando si entrerà nell’ottica che se si vogliono ottenere risultati, ci vuole sacrificio, un enorme sacrificio. E non solo allenamenti da due ore ma intere giornate divise con attenzione e dedite all’apprendimento e miglioramento. Non vedo l’ora di vedere quanto si evolverà la nostra scena.

• Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?
Non mi metterò a fare nomi o altro, ma vorrei semplicemente ringraziare tutti coloro che mi hanno accompagnato e sostenuto in quest’esperienza.

Ringraziamo Pasquale, per l’impegno, la dedizione e la motivazione che ci ha messo durante il periodo trascorso in iDomina. E anche grazie a lui, se siamo riusciti ad arrivare a giocarci diverse fasi finali contro i team più forti di tutta Italia.
GRAZIE!

Articolo a cura di Iulian Steavu.